Condivido uno splendido post della pagina facebook  Splendor Solis – Visione di Sat

 

Con ogni essere umano si racconta la storia dell’angelo caduto. Non c’è realmente qualcuno che cade e nemmeno la caduta, ma la Coscienza, nel corso della esperienza umana, ha questa forte impressione. Dimentica la sua libera e intoccabile natura, e immagina di essere sottoposta alle storie di limitazione dell’io.

In questo senso sperimenta dolorosamente la separazione dall’Unità, e l’orgoglio di costituire il potere del personaggio con cui si è identificata. Appena ha partorito Se stessa nell’illusione di un io separato, subito procede ad alimentare in ogni modo il potere di quel misero io volendosi confusamente affrancare dalle limitazioni che l’io stesso induce. Segue il desiderio di diventare potente per ribellarsi alla sua triste condizione immaginaria, e non può perdonare l’atavico senso di mancanza e di incompiutezza che ne deriva. Perciò cresce nella rabbia e nel conflitto, e da ogni sua apparente conquista trae conferma della propria esistenza, come nelle sconfitte si coagula nel cercare vendetta. Per far esistere quella idea di un io, l’angelo caduto è sempre drammaticamente affamato di energia vitale, essendone carente perche’ separato dalla Fonte dell’energia, perciò la divora come e ovunque può, come un parassita. Così l’energia non si trasforma e non fiorisce, nell’incubo della incolmabile dispersione.

L’angelo caduto è caduto fuori dall’amore, nella sua mente, quindi non è rigenerato dall’amore. È un disperato eroe di se stesso, che nella empieta’ del non-riconoscimento si condanna al martirio. È uno sprovveduto ribelle alla Vita, che è nemico di Se stesso fino all’autodistruzione. Può essere un alchimista che si ustiona coi metalli incandescenti cercando il segreto della fabbricazione dell’oro, pur vivendo, senza saperlo, nell’aurea dimora del Sole. Può essere un mago che esercita ogni incantesimo comandando esseri vili, fantasmi e fenomeni, ma ha scordato che è solo un sogno, che la sua stessa esistenza è sognata.

Tuttavia, se contempla la propria caduta senza sforzarsi di comprenderne le occulte ragioni, se cerca il ceppo dove arde il fuoco del rabbioso orgoglio, se più della volontà ricorda il conforto dell’amore, in questo semplice vedere che libera il sentimento non c’è più l’angelo caduto, perche’ non ci sono lotta, rivalsa, paura e speranze. Allora Tutto è ciò che è sempre stato nella pace.

Sat


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