SALMAN RUSHDIE – E’ dei GEMELLi l’autore de “I versi satanici”

C’era una volta.….Sembra di  udire l’eco  dell’inizio di tutte le favole in quel Mercurio in cancro appoggiato sulla cuspide della IV casa, settore delle radici familiari e l’allora piccolo  Salman Rushdie  nato in una agiata famiglia musulmana di Bombay crebbe proprio ascoltando le favole che il padre inventava ispirandosi alle Mille e una notte mentre la madre, che rivestiva il ruolo di “depositaria delle storie familiari”, raccontava di alberi genealogici dove tutti  trovavano sempre il loro posto.  Fu in questo ambiente ricco di stimoli intellettuali che maturò molto presto la decisione di diventare uno scrittore.

Il suo stile narrativo che amalgama miti e fantasia con la vita reale, sarà  sempre riflesso dal quel mercurio in cancro.

Non fa eccezione la sua opera più nota, I versi satanici, che  si ispira a figure chiave della fede musulmana, in una narrazione sempre in bilico tra magia e realtà, sogno e mito.

Ma è ormai  noto che a  fare dell’ironia su Maometto si rischia la vita e infatti  il 14 febbraio 1989  l’Ayatollah Khomeini lancia la sua fatwa, cioè la condanna a morte per mano di qualsiasi buon musulmano che per tale delitto si sarebbe guadagnato il paradiso.

Il libro fu infatti ritenuto blasfemo, una vera e propria bestemmia nei confronti della religione islamica.

Da quel giorno, Rusdhie dovette vivere in esilio e sotto scorta.

Dopo tre anni di vita in esilio, l’autore cerca un accordo con le autorità religiose, impegnandosi a ritardare l’uscita della versione tascabile dei Versetti, ma tutto è invano fino alla morte di Khomeini e al cambio del regime di Teheran, che solo nel 1998 dichiara di non appoggiare più la fatwa.

Nel tema il suo mercurio, centrale proprio perché governa sole e luna perfettamente congiunti in gemelli, forma un aspetto di sestile a marte in I casa e di trigono a giove in VII.

E’ indubbio che  pur con la sua leggerezza mercuriale, lo scrittore sottende una satira corrosiva e un impegno politico tutt’altro che superficiale (combinazione tra giove in scorpione e marte).

Anche la sua vita privata segue un po’ le orme di quella pubblica. Si sposa ben 4 volte (giove in VII) ma le sue relazioni dopo un inizio in cui lui è  pieno di dolcezze e attenzioni scivolano inesorabilmente in rapporti tesi, pieni di astio e cattiverie.

Salman e Lakshmi
Salman e Lakshmi

L’ultima, bellissima consorte, Padma Lakshmi ha spiegato questo triste epilogo nel suo libro dove racconta dei primi meravigliosi giorni dove lui amorevolmente le portava la colazione a letto per poi inacidirsi  giorno dopo giorno sempre di più fino all’inesorabile  rottura, come sembra riflettere quel marte in I in toro che esprime bene il suo essere ostinatamente contro. Ma anche plutone congiunto a saturno in IV fa pensare che l’ambiente familiare non sia un luogo dove sentirsi al sicuro, come, in senso più ampio,  non ha potuto sentirsi al sicuro nella sua patria, l’India, da cui è stato esiliato per 12 anni e dove ha potuto far rientro solo nel 2000.

Lara

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