Le vacanze sono, quasi per tutti,  già un ricordo, siamo tornati al lavoro e fra poco riaprono le scuole. C’è chi inizia proprio quest’anno a frequentare le aule scolastiche ma per quanto questa tappa sia un po’ ansiolitica per tutti i bambini credo che nessun primo giorno di scuola possa essere così tremendo come quello vissuto  dalla piccola Ruby nel lontano 1960.

Ruby Nell Bridges aveva 6 anni nel novembre 1960 e fu la prima bambina di colore ad essere ammessa in una scuola di bianchi a New Orleans.

Facciamo qualche passo indietro. Nel 1954, anno di nascita di Ruby, la Corte Suprema, aveva dichiarato incostituzionale la segregazione razziale nelle scuole ma di fatto la separazione tra scuole “di bianchi” e “di neri” era ancora un dato di fatto.

ruby bridgesInoltre per accedere ad una scuola fino ad allora riservata ai bianchi, gli afroamericani dovevano superare un test di ammissione, piuttosto rigoroso. Fu così che quell’anno Ruby e altri suoi sei compagni lo superarono ma le famiglie degli altri bambini non se la sentirono di affrontare questa svolta storica e  così Ruby rimase  sola a varcare la soglia della scuola pubblica.

Non proprio sola perché per garantire la sua sicurezza, fu scortata da quattro agenti federali.

Quando arrivarono a scuola, trovarono una folla urlante che inveiva contro di loro e lanciava oggetti. Una volta entrata fu scortata nell’ufficio del preside e trascorse il primo giorno lì.

Il secondo giorno non andò meglio perché si trovò completamente sola. Tutti i bambini furono ritirati dalla scuola e nessun insegnante era disposto a farle lezione.

A parte una.

Miss Barbara Henry una giovane maestra che aveva già insegnato Europa,  nelle basi militari americane,  dove l’integrazione era già in atto.

La Sig.ra Henry portò avanti il programma scolastico come se avesse davanti a sé una classe intera, mentre aveva un unica scolara, Ruby.

Mrs. Lee Hooks and other white housewives demonstrate against planned desegregation at William Franz Elementary School in New Orleans. December 2, 1960 New Orleans, Louisiana, USA

Continuarono per tutto l’anno proteste e manifestazioni davanti alla scuola, come si può vedere da questa foto con il cartello che dice che l’integrazione è un peccato mortale.

Poi…piano, piano le cose cominciarono a cambiare. Un giorno davanti alla scuola si presentò Pam Foreman Testroet, la prima bambina bianca che mise fine al boicottaggio e poi via, via si aggiunsero altri.

Ho voluto raccontare questa storia perché la nostra piccola eroina appartiene, non a caso, al segno della Vergine, il segno dell’integrazione e dell’uguaglianza sociale.

L’ora non è confermata, anche se verosimile. La luna in capricorno riflette l’ infanzia negata, la necessità di diventare grande in fretta, di capire presto le regole “del gioco” dei grandi.

Di lei il vice sceriffo Charles Burks  raccontò:

Non ha mai pianto né piagnucolato. Sfilava con noi davanti a quella folla come fosse stata un piccolo soldato, e tutti noi eravamo stupiti e molto orgogliosi del suo incredibile coraggio.

Si sa che fu la madre (non c’erano dubbi con quella luna capricorno) a insistere perché Ruby tenesse duro; il padre era meno convinto. Tra l’altro anche i genitori subirono gravi conseguenze. Il padre perse il lavoro, la madre subì ingiurie e vessazioni.

Ma era il tempo dell’integrazione e il nome di Ruby Nell Bridges sarà ricordato per aver segnato una svolta storica.

a cura di Lara Serafino


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