PIER PAOLO PASOLINI l’intellettuale PESCI

La mia indipendenza, che è la mia forza, implica la solitudine, che è la mia debolezza.  Pier Paolo Pasolini

Il 2 novembre ricorrono  quarantanni dalla morte del poeta, scrittore, sceneggiatore, Pier Paolo Pasolini; il giornalista e scrittore Pino Corrias lo racconta con queste parole, nel libro di prossima pubblicazione (ed.Chiarelettere) dal titolo Luoghi (non) comuni

Era la notte del 2 novembre 1975, giorno dei morti. Aveva 53 anni. Era magro, atletico, nervoso e molto forte. Era omosessuale.Era carico di vita e di progetti. Indossava auto potenti, stivaletti di coccodrillo, jeans aderenti, cinturoni. Giocava a pallone, e sudava sui libri. Andava a battere e celebrava la deposizione del Pontormo. Era un combattente. Era comunista, ma lo tormentava il Cristo deriso. Temeva la vecchiaia. Il declino del corpo.Frequentava giovanissimi amori, labirinti e lampioni notturni in cerca di altri corpi. E il silenzio del giorno, in cerca di parole. Era l’intellettuale più celebrato e vilipeso del nostro Novecento cattolico. Era scandalo.

pier_paolo_pasoliniE il tema esprime la complessità della sua natura, tra l’estrema sensibilità di sole, venere e ascendente nel segno dei pesci, e il duro aspetto di quadratura tra plutone in V e saturno in VII.

Urano che congiunge il sole e marte che lo quadra ne caratterizzano l’indole attiva, forte,  sportiva, non certo spontanea in un pesci che non abbia queste segnature. Il calcio fu una sua grande passione a cui da ragazzino dedicava ore, rendendo quei giorni, nella sua memoria, i più belli della sua vita.

Era un uomo dalle mille contraddizioni. Timido, schivo, gentile, educatissimo ma, allo stesso tempo,  non si faceva scrupoli ad attaccare il potere.

Il legame con la madre era fortissimo, quasi simbiotico, ben rappresentato dalla luna toro, ma probabilmente era anche un legame idealizzato (venere in pesci) visto che la luna quadra mercurio in aquario e sicuramente qualche difficoltà di comunicazione c’era. Difficoltà che probabilmente derivavano dalla complessità della personalità di Pasolini che sfuggiva alla natura semplice e bonaria della madre che comunque era preoccupata  per quel figlio,  soprattutto per le sue frequentazioni.

Il 15 ottobre del 1949 viene segnalato ai Carabinieri di Cordovado per corruzione di minorenne avvenuta, secondo l’accusa nella frazione di Ramuscello: è l’inizio di una delicata ed umiliante trafila giudiziaria che cambierà per sempre la sua vita. Dopo questo processo molti altri ne seguirono, ma è lecito pensare che se non vi fosse stato questo primo procedimento gli altri non sarebbero seguiti.

Plutone in V quadrato a saturno in VII è un aspetto significativo anche alla luce della tragica fine violenta avvenuta all’idroscalo di Ostia nella notte tra il primo e il due novembre.

Pasolini era in compagnia di Pino Pelosi, un ragazzo di strada di 17 anni. E’ nato un diverbio che è degenerato in una lite violenta. Pelosi ha dichiarato che Pasolini pretendeva da lui prestazioni che non era disposto a concedere e da lì tutto è degenerato.

Plutone in V quadrato a saturno in VII,  riflette una passionalità forte, intensa, ma anche bloccata, frustrata, negata, contenuti che stridevano con il suo animo  sensibile, idealista (pesci), istanze troppo lontane,  impossibili da integrare,  al punto da dove relegare questa parte di sé  agli incontri a pagamento.

E’ un aspetto che riflette un contenuto indubbiamente distruttivo, di coercizione, sopraffazione e violenza, con il quinconce a marte,  subita e agita.

Nel momento della sua morte, plutone era in perfetta congiunzione al nodo nord in VII casa in bilancia, il settore della relazione, dell’incontro con l’altro.

Nella celebre poesia Supplica a mia madre dice:

Sei insostituibile. Per questo è dannata
alla solitudine la vita che mi hai data.

E non voglio esser solo. Ho un’infinita fame
d’amore, dell’amore di corpi senza anima.

Perché l’anima è in te, sei tu, ma tu
sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù.

In queste drammatiche parole, sembra segnato il suo destino. La sua infinita fame d’amore, cercata nei corpi senz’anima (e, aggiungo, senza sentimento), non poteva che condurlo alla distruzione.

a cura di Lara Serafino

Lara

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