Maternità surrogata, un caso eclatante

Maternità surrogata, un caso eclatante

Inquadriamo i protagonisti di questa storia:

Elisabeth Stern è la pediatra quarantunenne che si rivolge alla clinica contro l’infertilità di New York per realizzare il suo sogno di maternità. Dei problemi di salute le impedivano di affrontare una gravidanza naturale e proprio per questo a lei e al marito viene proposta l’eterologa, cioè l’inseminazione col seme del marito di una donna diversa da Elisabeth;

Mary Beth Whitehead, è  la casalinga ventinovenne che si rende disponibile a portare in grembo, in qualità di madre surrogata, il figlio dei coniugi Stern.

Melissa Stern, la bambina che Mary Beth ha dato alla luce.

Mary Beth Whitehead

Mary Beth,   già madre di due figli era decisa, insieme al marito, operatore ecologico, a non averne altri di propri. La condizione economica dei Whitehead non era certamente florida e quindi un entrata extra era auspicabile.

E il tema di Mary Beth è veramente “parlante” da questo punto di vista, infatti il sole ariete si trova in II casa, settore del denaro,   in aspetto di quadratura alla luna cancro in V casa, settore dei figli  !!!

La quadratura riflette un conflitto interiore tra esigenze e bisogni diversi, da un parte l’esigenza di garantire a sé e alla propria famiglia sicurezza e stabilità economica, dall’altra, con la luna nella sua sede,  una naturale predisposizione a “dare la vita” , a essere madre, ad accudire e nutrire.

Tra i coniugi Stern e Mary Beth viene stipulato un contratto dove quest’ultima si impegnava, tra le altre cose,  a non allattare il bambino, a non stabilire con lui legami affettivi e a consegnarlo subito dopo il parto. Il compenso per Mary Beth sarebbe stato di 10.000,00 dollari.

Melissa Stern

La gravidanza trascorre regolarmente e il 17 marzo 1986 nasce   Melissa, ma da qui in poi le cose iniziano a precipitare perché Mary Beth non era più disposta a rinunciare alla piccola.

Insieme alla famiglia, fugge in florida con  Melissa.

Telefonò due volte agli Stern per dissuaderli dal riprendersi la bambina; in una di queste telefonate disse al padre della bimba:

Preferisco veder morte sia me che lei, piuttosto che affidargliela … Io le ho dato la vita e io posso togliergliela

Nel  tema di Melissa si vede chiaramente la lacerazione dei principi femminili luna – venere, opposti,  che si è manifestato  nel conflitto aperto  tra le sue “due madri”. La madre naturale direi che sia riflessa dalla luna congiunta a plutone, con tutto il potenziale  “distruttivo” e manipolatorio che porta con sé, ben evidenziato dalla frase sottolineata. Comunque rimane l’ambivalenza di questo aspetto perché la luna è in bilancia  ma congiunto a plutone, mentre venere è in ariete….come a riflettere comunque una componente fortemente istintiva di lotta e di rabbia che si esprime sia attraverso Mary Beth, sia attraverso Elisabeth.

Dopo 86 giorni di fuga rocambolesca, le forze dell’ordine riacciuffano la bimba e  la consegnano agli Stern.

Il tema di Mary Beth mostra chiaramente un temperamento deciso e ostinato. Marte che governa il sole ariete si trova in IV casa, il settore della famiglia e oppone saturno in X. In questo aspetto si vede letteralmente la lotta di Mary Beth per difendere  la sua famiglia contro l’autorità esterna che la ostacolava.

Di fatto la causa che seguirà sancirà che la bambina è  figlia degli Stern e ad essi sarà affidata in via esclusiva.

Nel tema di Melissa, la bambina che oramai è una donna di poco più di trentanni, è curioso vedere quell’ammasso di pianeti in V casa, il settore dei figli ma anche degli istanti successivi alla nascita.

Si può ipotizzare che quel saturno in V, opposto a kirone in XI  rifletta il “marchio” che questa esperienza le ha appiccicato addosso reso indelebile dalla morbosa curiosità della gente  (quadrato a giove in VIII).

Urano, simboleggia sicuramente l’intervento della tecnica di fecondazione ma anche, insieme a marte riflettono l’imprevedibilità che ha respirato nelle settimane subito dopo il parto e nettuno, che quadra il sole, la confusione sulla sua identità.

a cura di Lara Serafino

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