Gli aspetti che possono formarsi fra marte e nettuno sono sempre complicati perché le energie in questione sono profondamente diverse.

Marte è l’energia attiva e affermativa dell’individualità. E’, l’IO VOGLIO, mentre nettuno non ha più a che fare con l’IO con le sue esigenze e i suoi bisogni. E’ il PRINCIPIO UNITARIO che permea tutto e che trascende i confini. Eleva, sublima, dissolve.

La combinazione dei due mette insieme un energia prettamente personale ed egoica (marte) con un energia collettiva (nettuno).

Quello che può accadere, soprattutto nella prima parte della vita, è  una certa difficoltà e confusione nell’affermazione di sé che diventa caotica e dispersiva. Ciò che si vuole non è chiaro, la direzione cambia continuamente perché ogni traguardo sembra deludere o perché si rinuncia ancora prima di aver lottato dal momento che  la motivazione è  sempre troppo debole e poco focalizzata.

Questo accade finché non diventa più evidente che, con questo aspetto, non si possono perseguire obiettivi esclusivamente personali ma si può solo agire guidati da una volontà, più ampia, collettiva o spirituale, che trascenda l’io.

Ma evidentemente, quando c’è di mezzo nettuno, i tranelli, la confusione, l’illusione, l’idealizzazione è sempre possibile perché il punto è riuscire a distinguere il quasi impercettibile  eco della  volontà più ampia dal  dolce canto delle sirene ammaliatrici.

Con nettuno in VII e marte in IV, per esempio, è molto probabile proiettare sull’altro, all’interno della relazione, le valenze nettuniane, investendolo di un aura di perfezione che inclina a  rimettersi completamente alla sua volontà e guida all’interno della famiglia, del tutto incapaci di riconoscerne limiti e difficoltà fino a quando la delusione sarà troppo evidente per non essere notata. Sicuramente, l’altro, alimenta questa dinamica perché ha bisogno di essere riconosciuto in questo ruolo di guida idealizzata probabilmente perché lui stesso ha difficoltà con i propri limiti e debolezze umane.

Di fatto nettuno non può essere incarnato da nulla di umano. Se si crede di vedere nettuno nell’altro  sarà sempre una abbaglio….e bisogna saperlo riconoscere come un bagliore che ci rimanda a qualcosa  d’altro, di più grande, di ineffabile, irraggiungibile ma, allo stesso,   talmente vicino a noi al punto  da non poter essere visto. E’ l’essenza spirituale della vita, che siamo.

Queste due valenze, marte e nettuno, sembrano rinnegarsi a vicenda. Marte è il principio della separazione che ritiene che ci sia sempre un buon motivo per lottare per affermare la propria unicità e per difendere i confini dell’io,  nettuno è il principio dell’unità indifferenziata,  dove  i confini sono del tutto  dissolti.

Marte non sopporta l’apparente, per lui, arrendevolezza e fragilità nettuniana, nettuno, se mal vissuto, rimane ferito dai continui attacchi marziani.

Nell’opposizione questo conflitto può apparire in tutta la sua evidenza.  Se marte è in prima casa e nettuno in VII, l’altro incarnerà caratteristiche nettuniane ritenute inaccettabili dall’io marziano; sarà troppo debole, fragile, ingenuo, influenzabile e marte non farà che farglielo notare in modo critico e aggressivo.

Se marte è in IV e nettuno in X, saranno state le figure genitoriali a incarnare il conflitto. Il padre più critico e forte, la madre, fragile e arrendevole.

Walt Disney

E’ evidente che nell’opposizione si separano, si dissociano due funzioni che appartengono alla persona stessa.

Di fatto, devono essere vissuti entrambi, devono trovare il modo per collaborare.

Un ideale collaborazione l’ha trovata Walt Disney, che con marte in IV,  nettuno in X nel segno del cancro e la luna in I casa,  ha regalato al mondo le meravigliose creature della sua fantasia (nettuno) come Topolino e tanti altri personaggi dell’animazione cinematografica.

a cura di Lara Serafino

 


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