La sua espressione creativa è definita  performing art,  cioè è il suo stesso corpo ad essere oggetto e soggetto della sua creatività decisamente estrema e perversa.

Per dare l’idea di cosa accada negli spettacoli dell’artista serba Marina Abramovic, basti sapere che si  è mangiata un kilo di miele con un cucchiaino d’argento e poi si è stesa su una croce fatta con dei blocchi di ghiaccio dove si è incisa sul ventre  con un taglierino una stella a cinque punte.

Marina Abramovic

Ciò che mette in scena sono atti di autolesionismo, tagli, incisioni, sfregi,  performance estenuanti, dolorose, ripetitive, dove può emettere un unico suono per ore o  circondarsi di pitoni affamati o semplicemente rimanere seduta su una sedia per ben 700 ore, 7 ore al giorno per 6 giorni a settimana, guardando davanti a sé. L’unica variabile è il pubblico dove i visitatori sono invitati a sedersi nella sedia vuota posta davanti all’artista e fermarsi alcuni minuti o alcune ore, liberamente.

Mi dico che tutto ciò è piuttosto inquietante poi guardo il tema e tutto appare più chiaro.

Sole sagittario in V casa e venere congiunta a giove in scorpione nella stessa casa e quadrata a plutone.

Decisamente creativa e decisamente masochista.

E poi leggo questa sua dichiarazione che riassume la sua forma d’arte:

Avevo sperimentato la libertà assoluta, avevo percepito il mio corpo senza limiti, senza confini. Avevo provato che quel dolore non aveva importanza, che niente aveva importanza. E questo mi ha avvelenata. È stato in quel preciso istante che ho capito di aver trovato il mio mezzo espressivo. Nessun dipinto, nessun oggetto da realizzare avrebbe potuto darmi quel genere di sensazione che sapevo di voler rivivere. Ancora e ancora e ancora

Si riferisce ad una performance dove faceva il gioco del coltello, quello in cui si fa passare velocemente la lama del coltello tra le dita, procurandosi inevitabili ferite e dolore.

Il suo sole sagittario in V porta in scena un estrema ricerca di libertà che lei sperimenta andando oltre i limiti che il corpo le impone. E il limite del corpo è il dolore.

Dolore che, evidentemente, è un dolce veleno (venere in scorpione cong.a giove) da rivivere, ancora e ancora e ancora…..

Baci

Lara


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