MARIE CURIE una vita per la scienza

MARIE CURIE una vita per la scienza

Trovo estremamente interessante e affascinante la storia dei questa famosa scienziata polacca, Marie Curie, che dedicò tutta la vita, assieme al marito Pierre, alla ricerca scientifica che gli valse ben due premi nobel per la fisica nel 1903 e la chimica nel 1911.

Nasce a Varsavia nel 1867 ultima di cinque figli. Ben presto si intuisce la sua intelligenza e la sua propensione agli studi, tanto che i genitori pur restii per le consuetudini del tempo in quanto donna, approveranno il suo desiderio di proseguire gli studi superiori di fisica, matematica. Per accumulare un po’ di denaro per trasferirsi all’estero e frequentare l’università, lavorò per otto anni come educatrice e precettrice presso famiglie facoltose.

marie curieNel tema emerge la sua forte personalità con il sole Scorpione in IX casa e l’ascendente Capricorno. Prima di coronare il suo sogno di iscriversi all’università, in un momento di delusione e scoraggiamento, rivela la sua fortissima ambizione in una lettera che scrive al fratello:

« […]adesso che ho perso la mia ambizione di diventare qualcuno, tutta la mia ambizione si è riversata su Bronia e su di te. Bisogna che almeno voi indirizziate la vostra vita secondo le vostre capacità. Bisogna che le capacità che senza alcun dubbio esistono nella nostra famiglia, non scompaiano, anzi, si facciano strada attraverso uno di noi. Più ho rimpianti per me, più ho speranze per voi…»

L’ascendente Capricorno con saturno in X insieme a venere e marte tutti in Scorpione (mercurio è in Sagittario) in quadratura a giove in I casa, riflettono il temperamento ambizioso. Ma anche il rigore, l’impegno, la dedizione assoluta con cui perseguì i suoi obiettivi.

Nel 1891 Maria può finalmente trasferirsi a Parigi ospite dell’amata sorella Bronia e del marito per iscriversi alla prestigiosa università della Sorbona.

Sarà qui che conobbe il suo futuro marito Pierre, anche lui fisico matematico, il cui sodalizio contribuì alle ricerche scientifiche che gli valsero i Nobel.

Li univa un grande amore e la comune passione per la scienza. Lei “era affascinata dalla intelligenza del marito, dalle sue straordinarie intuizioni sui segreti del mondo scientifico” si legge nella sua biografia.

Pierre era un Toro con il sole congiunto a urano che si trova nella sua III casa, settore del pensiero logico razionale, e lei ha urano esattamente congiunto alla cuspide della VII casa e in trigono al sole, così sarà in Pierre che incontrerà il “principio uraniano”, lo stimolo incessante alla ricerca, l’intuizione che li guiderà alle importanti scoperte scientifiche.

E vediamo un po’ quali furono queste scoperte.

Senza addentrarci troppo in tecnicismi scientifici, che, purtroppo, mi sono estranei, insieme al marito scoprì innanzitutto che la radioattività dell’uranio era un fenomeno atomico demolendo con questa geniale intuizione la convinzione della fisica di allora che l’atomo fosse la particella più piccola della materia. E poi scoprì due nuovi elementi radioattivi, il Polonio il cui nome è un omaggio alla sua patria d’origine, e il Radio.

Per giungere a queste scoperte, intuita l’ipotesi che esistessero altri elementi radioattivi oltre all’uranio, dovette procedere, insieme al marito, ad estenuanti procedure di misurazione e concentrazione per isolare i nuovi elementi (asc.Capricorno, saturno in X).

Il sole in Scorpione opposto a plutone in Toro nell’asse III- IX riflettono il tema dominante di questa grande donna e scienziata. La spinta profonda, quasi ossessiva, a scendere in profondità per portare alla luce ciò che prima era nascosto e oscuro ma che lei scorge, intuisce. Plutone in III è l’idea ancora grezza, l’ipotesi, il concetto teorico ancora tutto da dimostrare che con il sole Scorpione in IX si fa ricerca appassionata e finalmente, scoperta.

In questo aspetto è contenuta anche tutta la potenza creativa e allo stesso tempo distruttiva degli elementi scoperti con cui la scienziata era quotidianamente a contatto, che favorirono la malattia, l’anemia perniciosa,  che la porterà, all’età di 67 anni, alla morte.

Numerosi sono i settori dove attualmente è applicato il principio radioattivo che, come abbiamo visto, è una “potenza” plutoniana, come la natura della sua scopritrice, la cui applicazione deve avvenire sotto rigidi protocolli di sicurezza per circoscrivere e limitare gli effetti dannosi alla salute e sfruttarne le potenzialità; in campo medico trova applicazione  nella diagnostica, nella radioterapia ma anche nell’industria e nell’agricoltura; è nota l’applicazione nelle centrali nucleari e nella sua espressione più oscura e distruttiva, la bomba atomica.

Lara Serafino

 

 

 

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