Luna piena in Cancro - Appartenenza - Lara Serafino
Vai al contenuto
Home » Luna piena in Cancro – Appartenenza

Luna piena in Cancro – Appartenenza

Luna piena in cancro appartenenza

Luna piena a 5° del Cancro del 27 dicembre


Sono giorni ad alto tasso di emotività, questi. Il Natale ci vuole felici, allegri, amorevoli e gioiosi ma questo modello ideale a cui aderire apre voragini dentro di noi a cui facciamo resistenza, se ci riusciamo, per non finirci dentro.

Tutto intorno a noi evoca quel bambino che eravamo che, con gli occhi luccicanti, scarta i regali sotto l’albero. Nell’immaginario questa è un’occasione di festa in cui tutta la famiglia si riunisce intorno ad un tavolo imbandito di ogni ben di Dio, in un clima di armonia e amore. E tanto desideriamo essere parte di questo quadretto idilliaco, tanta è la paura o il dolore di esserne esclusi.

Luna piena in Cancro

Il segno del Cancro dove si forma la prossima Luna piena ci riporta al tema – delicato – dell’appartenenza.

Solo se da bambini ci è stato concesso di essere vulnerabili e bisognosi, siamo cresciuti forti e indipendenti. Questo perché abbiamo sentito che c’era qualcuno, di solito la mamma, che si prendeva cura di noi, ci proteggeva e ci accompagnava a piccoli passi verso una graduale e sempre maggiore indipendenza. Abbiamo sentito di appartenere a quel nucleo – la famiglia – che ci conteneva ma allo stesso tempo ci incoraggiava a conquistare la nostra autonomia.

Nel fare i nostri piccoli passi nel mondo – energia Capricorno – sapevamo che, se ci guardavamo indietro, c’erano delle braccia accoglienti a cui tornare e in cui rifugiarci per trovare conforto.

  • Cosa succede invece se ci è stato chiesto di essere grandi troppo presto? Oppure, al contrario, se siamo stati eccessivamente protetti e quella naturale spinta verso l’indipendenza è stata scoraggiata?

Ecco allora che durante queste festività i bisogni disattesi, le carezze mancate, gli abbracci mai ricevuti oppure le dinamiche irrisolte di lealtà familiare vengono a galla. Quel bambino ferito è ancora lì, dentro di noi e chiede di essere visto, ascoltato, riconosciuto.

La chiave sta proprio qui, nel sentire ciò che emerge piuttosto che bandire le festività e rinunciare alle cose belle che portano. Abbiamo l’opportunità, ora, di accogliere quel bambino ferito e diventare per lui l’adulto che avrebbe voluto avere accanto a sé tanti anni fa. Possiamo dirgli/dirle che noi ci siamo, che può piangere, può arrabbiarsi, può ribellarsi, può essere triste. Ora può farlo. Non è più solo.

Lara
Lara

Mi chiamo Lara e sono un’astrologa dall’animo spirituale.
Ti aiuto a scoprire il potenziale evolutivo dell’astrologia. Seguimi iscrivendoti alla newsletter .

Rispondi

Inviato tramite WhatsApp