Diario,  NESSUN grado di SEPARAZIONE

L’illusione di conoscere e avere il controllo

In questi giorni così difficili per tutti noi, ciò che sembra non mancare mai nei social sono le teorie sull’origine di questo virus piuttosto che le previsioni sulla sua evoluzione.

E’ chiaro che non sapere è ciò che più ci rende insicuri perché ci toglie il controllo.

Ma cosa pensiamo veramente di controllare ? La vita ? gli eventi ?

Possiamo aver controllo sul sorgere del sole ? sul prossimo mal di pancia ? o sul primo pensiero del mattino ?

Oppure, possiamo controllare la nostra reazione a ciò che accade ?

Credere di avere controllo sulla vita nasce dall’idea, molto comune, di esserne separati.

Noi siamo qua, da qualche parte nel corpo (nella testa ?), e la vita è la fuori.

Anche l’astrologia si fonda su una presunzione di separazione. Nel guardare il movimento dei transiti posso farne congetture, ipotesi, previsioni. Immaginare di collaborare con un transito oppure di contrastarlo.

Ma, a ben vedere, non è necessariamente così. In effetti se crediamo alla separazione vediamo tutto attraverso questo filtro. Se vediamo l’unità, tutto sembra rifletterla.

Non separazione significa anche realizzare che gli eventi non sono proprio esattamente come ce li raccontiamo perché per raccontarceli dobbiamo prenderne le distanze e farli diventare oggetto della nostra osservazione. Ce ne separiamo, appunto. O crediamo di farlo.

Qualche anno fa, quando usavo l’astrologia molto convinta di poter capire la vita, gli venti, me stessa, il mondo mi accorgevo che più insistevo nel scendere in profondità e catturare, isolare, definire, la faccenda più i contorni diventavano confusi, i presupposti mutavano e la chiarezza a cui anelavo, svaniva.

E’ un po’ quello che succede quando ripetiamo all’infinito una parola. Facciamolo con una bella parola il cui significato ci piace. Tipo la parola Amore. Ripetiamola ad alta voce 10, 20, 30 volte. Ad un certo punto sarà solo un suono vuoto di significato.

Interessante no ? nel voler catturare l’essenza delle cose troviamo il vuoto.

Perché ? perché non siamo separati dall’oggetto su cui si posa la nostra – apparente – attenzione.

La parola amore non ha una natura intrinseca distinta dal significato che le diamo e dal contesto in cui la usiamo.


asse III-IX e VI-
XII

E visto che l’astrologia è un codice pazzesco, questa correlazione ce la mostra negli assi III – IX e VI – XII.

In III casa ci sono le parole che non possono prescindere da un significato (IX casa), dal contesto in cui le usiamo (VI casa) ma che, essenzialmente, sono suoni vuoti (XII casa).

Siamo veramente convinti che ci sia un “là fuori” separato da noi, da poter conoscere e, quindi, controllare ?

Siamo veramente sicuri che il virus sia qualcosa di oggettivo e separabile dall’eccezionale trasformazione che sta toccando tutta l’umanità (plutone saturno )? e dove si posizionano esattamente i confini tra le due “cose” ?

❣Lara

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