L’astrologia in una veste meno convenzionale può essere considerata un sistema di misura. La forma è misura ma è anche inganno della percezione e della definizione. Le parole, i concetti, creano le forme. Nello zodiaco i pianeti  e i segni sono principi primi che “misurano” la realtà manifesta.

L’ascendente, il punto che sorge a est dell’orizzonte nel preciso attimo della nascita, è l’archetipo dell’inizio, della “caduta” nella dimensione della forma che porta in sé già  l’ineluttabilità della  fine (XII casa) e quindi dà il via all’apparente scandire del  tempo che deriva dalla dicotomia degli opposti.

L’IO che sembra apparire in un mondo separato da sé in realtà crea il mondo.  Dall’IO ascendente deriva il TU, ma allo stesso modo si può sostenere che dal TU discendente derivi l’IO; di fatto l’uno esiste in funzione e in rapporto all’altro. Non c’è uno senza l’altro.

Questo fantomatico IO esiste solo in relazione a qualcos’altro che lo definisce e lo distingue da ciò che  IO non è.

punti cardinaliI punti di riferimento più importanti sono, appunto, l’ascendente che definisce i confini dell’IO,   Il discendente che circoscrive il TU, l’ IC, cuspide della casa IV la famiglia d’origine in cui apparentemente risulta essere nato e cresciuto  anticamera per il mondo esterno in cui si distinguerà una volta diventato adulto (MC, casa decima).

 Queste sono le stampelle su cui si regge la credenza di un IO separato. L’eterno presente si maschera dietro l’immagine di un personaggio che sembra avere una storia, delle radici familiari, un ambiente sociale, delle relazioni.

In realtà l’analisi del tema natale è un eccellente metodo per realizzare che non c’è alcuna separazione perché ciò che apparentemente percepiamo come esterno a noi non  sono altro che riflessi della nostra coscienza da riconoscere come aspetti di un sogno da cui risvegliarsi.

Opposizioni importanti nell’asse I – VII, l’asse dell’IO e il TU mettono in primo piano il dramma/commedia della relazione dove l’altro assume alternativamente il ruolo di nemico da combattere, quando mina il senso della propria identità, o di alleato quando la sostiene. Ma al  centro della dinamica rimane sempre l’IO.

Opposizione nell’asse IV – X riflettono la dicotomia tra  senso di appartenenza e affermazione nella società, tra dipendenza e autonomia. L’IO sarà dilaniato dal dilemma: famiglia o carriera ? se cerca la sua identità all’interno della famiglia, riterrà di sacrificare la sua realizzazione professionale, ma quando si dedicherà alla carriera sarà la famiglia ad essere penalizzata. Questa è la manifestazione più semplicistica ma ce ne sono molteplici. Il punto è sempre che il senso della propria identità si gioca tra autonomia (mi devo distinguere, devo emergere- casa X) e appartenenza (il mio ruolo è all’interno della famiglia, le radici, la storia familiare, mi identificano – casa IV).

a cura di Lara Serafino


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