La Volontà sublimata

Mentre scrivo il post sulla luna nuova in ariete, ripenso al mio personale vissuto con marte che la governa e perciò a mio padre.

In particolare all’aspetto di quadratura con nettuno in I casa. Nella posizione di marte in IV casa il principio maschile e, al contempo, paterno si mescolano. E, infatti, lui lavorava a casa in un laboratorio dove riparava elettrodomestici come ben riflesso dal segno di marte, l’acquario.

L’aspetto di quadratura a nettuno in I casa riflette un evidente difficoltà tra me e lui. Tra la mia identità/personalità ( I casa) e la sua/mia affermazione (marte).

Il mio tema natale

Non è stato facile portare a galla questo aspetto. Dove c’è nettuno non c’è mai chiarezza ma confusione anche nella stessa interpretazione dei simboli perché, in prima istanza, è un contenuto vissuto ad un livello del tutto inconsapevole, impercettibile, irrazionale e trovare le parole per descriverlo e quindi, portarlo alla consapevolezza, implica sempre un processo di elaborazione profonda.

Sostanzialmente sentivo che “lui mi chiedeva”, seppure tacitamente, di rinunciare alla mia affermazione, alla mia individualità per far emergere la sua. La mia volontà non poteva distinguersi dalla sua.

Attenzione perché qui non si tratta della coercizione che può appartenere ad un aspetto di saturno a marte; è qualcosa di molto più sottile e totalizzante. Io non lo percepivo come despota ma come modello di perfezione a cui aspirare. La mia rinuncia, il mio sacrificio era una fonte di gioia perché mi legava a lui, tra l’altro, nell’unico modo possibile perché poi, il sole isolato in sagittario, evidenzia come lui, nei fatti, apparisse molto distante, lontano, seppure quotidianamente presente, cosa che accentuava ancora di più il mio bisogno di trovare un ponte per raggiungerlo a costo di rinunciare a me stessa.

Di anni ne sono passati parecchi da allora ma sono certa che senza l’astrologia non avrei mai portato alla luce questa dinamica. Grazie a questo strumento ho compreso che è attraverso lui che ho incontrato il principio divino. Mio padre, evidentemente anche a causa di sue insicurezze e fragilità, voleva trasmettere ai suoi figli un immagine di sé idealizzata (mio fratello ha il sole congiunto a nettuno) che io gli confermavo, rinunciando a differenziarmi da lui, in una sorta di patto segreto.

Ora so che lui è stato specchio del mio anelito spirituale, evoluto durante il processo di elaborazione di questo aspetto.

Successivamente non sono mai più caduta nell’inganno nettuniano di confondere l’umano col divino. Non ho mai cercato o creduto a guru e maestri spirituali. Ho cercato risposte ma non mi sono mai fatta affascinare dal messaggero. Non che lo ritenga un merito, ma un fatto.

La cosa buffa e che mi ha depistato molto quanto ho iniziato a studiare il mio tema natale, nel lontano 2003, è che mio padre era ateo ed estremamente critico nei confronti di qualsiasi genere di credenza e religione che riteneva una forma arcaica di superstizione.

Lui poneva una totale fiducia nella ragione, nell’intelletto, nell’autodeterminazione, nella scienza, nella razionalità ben evidente nel segno di marte, l’acquario, ma non nell’aspetto a nettuno. Questo sottolinea come nel tema natale si possano cogliere contenuti profondi – ma talmente contraddittori da essere negati alla coscienza – che altrimenti rimarrebbero echi muti dentro di noi.

Mio padre rifiutava dio perché voleva sentirsi dio. In realtà era umano ma talmente fragile da non poter ammettere nemmeno a se stesso la sua debolezza, figurarsi se poteva permettere a me e a mio fratello, di vederla.

E’ evidente che il sacrificio lo abbiamo fatto entrambi. Lui ha rinunciato a mostrarsi per ciò che era e a correre il rischio di farsi amare per la sua umanità, difettosa, mancante, imperfetta. Unica.

Chi ha aspetti tra nettuno e un pianeta personale ha vissuto qualcosa di molto simile, in essenza. Il senso di fusionalità, completezza, esaltazione, incanto a cui richiama nettuno nasconde qualcosa di molto umano che non si vuole sentire, né vedere perché ci riconduce alla nostra fragilità, vulnerabilità, debolezza, solitudine, smarrimento.

Ma è a quello smarrimento che bisogna tornare per sentirlo, accettarlo e accoglierlo. In caso contrario la spiritualità (o, quando è coinvolta venere o la luna, la relazione) sarà solo una via di fuga dal dolore.

Lara

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