La fantasia che aiuta a sopravvivere – Lara Serafino

Premessa: l’astrologia è una meravigliosa ossessione che coinvolge tutta la mia vita compresi i film e le serie tv che seguo, dove scorgo sempre ogni genere di analogie simboliche.

In questi giorni di festa e di ozio mi sono concessa un po’ di serie Netflix molto carine ma quella che mi ha conquistata è Chiamatemi Anna, serie tratta dal romanzo, Anna dai capelli rossi di Lucy Maud Montgomery.

Bella, emozionante, struggente. Ve la consiglio.

Perciò, mentre la guardavo, non potevo fare a meno di immaginare il tema natale di Anna e in particolare, mi attirava un tratto peculiare della sua personalità.

Ovviamente è solo un gioco di fantasia visto che anche Anna è un personaggio emerso dall’estro creativo della sua autrice, ma è un modo carino ed efficace per dare forma ai simboli.

Se non avete visto la serie (ma sicuramente ricorderete il cartone animato) dovete sapere che Anna era un orfana che prima di approdare ad Avolea ed essere adottata dai fratelli Marilla e Matthew Cuthbert, ha passato diversi anni in orfanotrofio dove ha subito vessazioni e angherie di ogni genere a “causa” della sua bizzarra personalità e dei suoi capelli rossi.

Eppure, nonostante ciò, crescendo, è diventata una bambina e poi una ragazzina gioiosa, di animo nobile e dal cuore immenso.

Ciò che l’ha salvata è stata la sua fantasia.

Durante gli anni duri dell’orfanotrofio, immaginando di essere la principessa Cordelia, regina delle nevi. riesce a sfuggire alla crudeltà dei suoi compagni di sventura, che sfogano su di lei la stessa sofferenza che li accomuna tutti.

Astrologicamente questo suo tratto è l’espressione della quadratura tra mercurio a nettuno.

Chi ha questo aspetto, nel tema natale, ha vissuto, durante l’infanzia, situazioni complicate, troppo difficili da capire, comprendere, elaborare. Perciò l’unica via d’uscita possibile è fuggire con la fantasia. Per salvarsi, è stato necessario trovare una via di fuga, approdare ad un mondo incantato e magico dove la realtà, con i suoi spigoli aguzzi, le sue ingiustizie e miserie, non potesse arrivare.

Di fatto questo aspetto rappresenta un meccanismo di difesa da ciò che, altrimenti, risulterebbe intollerabile per un bambino.

Poi, nell’età adulta, la sfida è quella di invertire il processo e tornare nel mondo, portando con sé tutta la meraviglia che si ha dentro, per donarla agli altri, come ha fatto Anna. E’ un aspetto che rende, potenzialmente, molto empatici, dalla mente aperta e incline a percezioni alternative e fuori dall’ordinario.

Mentre il rischio è quello di rimanere bloccati in quell’altrove salvifico, non riuscendo più a tracciare linee nette tra fantasia e realtà.

Lara
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