Questo è un personaggio speciale che amo particolarmente. La sua vita sembra la trama di un film, piena di incontri del destino e di colpi di scena ma in particolare  il suo messaggio è unico e illuminante.
Nasce in India a Madanapalle il 12 maggio 1895 e il destino volle che nelle vicinanze si trovasse la sede della Società Teosofica, una sintesi di scienza, religione e filosofia creata nel 1875 per favorire la fratellanza universale dell’umanità da una signora Russa, spiritista, chiaroveggente e mistica, tale Helena Petrovna Blavatsky, la cui presidenza fu affidata successivamente alla sua morte a Annie Besant.
Fatto sta che questo ragazzo, allora 14 anni, che “era capace di starsene a lungo a guardare gli alberi e le nuvole o di accoccolarsi a terra fissando piante ed insetti” (sole in toro) come racconta la sua biografa Mary Lutyens, li colpì molto; videro in lui un aura speciale e lo ritennero  il “messaggero terreno della volontà dei Maestri”.
Lo fecero studiare  in Inghilterra e fu educato alla teosofia, ai costumi inglesi e crebbe con  un attaccamento filiale nei confronti della Besant.
Negli anni successivi  diventò un fenomeno culturale, religioso e di costume straordinario. Fu fondato l’Ordine della Stelle dell’Est con a capo Krishnamurti stesso.
Teneva discorsi in ogni parte del mondo, i giornali parlavano di lui e lo chiamavano “il messia in abito sportivo” e “la divinità in calzoni alla zuava” o “un bel ragazzo indiano timido e spaventato”.

Essendo molto sensibile, non amava tutta questa attenzione mediatica nei suoi confronti e in più soffriva di crisi psicologiche molto forti che lo portavano anche ad episodi di delirio, in analogia con il sole toro opposto a urano che governa anche l’ascendente. La  sua natura molto semplice, modesta, amante

della bellezza della natura era sollecitata da impulsi psichici profondamente trasformativi, radicali e devastanti per il suo fisico e per la sua mente. C’era in lui un fortissimo richiamo alla libertà, più totale e assoluta a cui in, nel corso della vita sceglierà di “arrendersi”, non senza aver “lottato” per resistervi.

Nel 1922 ebbe una tremenda crisi  che culminò in  una sorta di illuminazione; le parole con cui la descrisse sono: “ho bevuto alla fonte della Gioia e dell’Eterna bellezza.  Sono inebriato da Dio.”
Da qui iniziò la sua insofferenza verso l’Ordine di cui era a capo perché comincio a rifiutare di identificarsi con qualsiasi forma di culto.
La crisi si fece ancora più intensa dopo la morte del suo amato fratello Nitya nel 1925 che coincide con il transito di nettuno quadrato al sole.
Ma è del   1929 la decisione di sciogliere L’ordine a cui era a capo e dissociarsi da qualsiasi forma di culto;  all’Hollywood Bowl di Los Angeles, tenne un clamoroso discorso davanti a sedicimila persone in cui dichiarò: « Ritengo che la Verità sia una terra senza sentieri e che non si possa raggiungere attraverso nessuna via, nessuna religione, nessuna scuola. Questo è il mio punto di vista, e vi aderisco totalmente e incondizionatamente. Poiché la Verità è illimitata, incondizionata, irraggiungibile attraverso qualunque via, non può venire organizzata, e nessuna organizzazione può essere creata per condurre o costringere gli altri lungo un particolare sentiero. Se lo comprendete, vedrete che è impossibile organizzare una “fede”. La fede è qualcosa di assolutamente individuale, e non possiamo e non dobbiamo istituzionalizzarla. Se lo facciamo diventa una cosa morta, cristallizzata; diventa un credo, una setta, una religione che viene imposta ad altri »
In queste parole c’è la totale resa al Sé che per lui coincideva con una libertà   che trascendeva i condizionamenti umani legati alla cultura, alla religione, all’educazione (ancora sole toro opposto a urano).
Negli anni successivi K.girò il mondo per comunicare il suo pensiero (sole urano asse III-IX). Viveva dappertutto, in albergo, in cottage o ospite di un amico.
Le fondazioni che sorsero a suo nome le permisero di finanziare i suoi discorsi, la pubblicazione dei libri e l’apertura di scuole di sua ispirazione.
Morì nel sonno il 17 febbraio 1986 per un tumore al fegato.
Lara S.

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