Siamo giunti all’ultimo elemento, l’acqua.
Quindi, la sequenza vuole il fuoco che dà l’impulso dell’inizio, la terra che consolida, l’aria che mette in contatto,  in comunicazione e infine l’acqua che elabora e integra.
Questo elemento è legato alle emozioni e a tutto ciò che si muove a livello profondo e non sempre consapevole.
E’ un elemento femminile, raffigurato con il triangolo con il vertice in basso.
Nel cancro, l’acqua è il marasma primordiale indifferenziato. Siamo ad un livello in cui le emozioni sono totalizzanti e c’è molta difficoltà nel separare ciò che si  sente da ciò che sente l’altro. Si assorbe tutto e manca la discriminazione per diventarne consapevoli. Il cancro è governato dalla luna e sappiamo che il neonato vive in una condizione di simbiosi con la mamma da cui assorbe tutte le emozioni, indistintamente.
Nello scorpione siamo passati ad un livello di maggiore discriminazione. Qui le emozioni si sentono ma c’è chiara consapevolezza tra ciò che appartiene a se stessi e ciò che è dell’altro. A questo livello si scorgono le reali motivazioni che determinano il nostro agire. Lo scorpione per sua natura entra in intimità con l’altro, condivide risorse comuni e quindi può decidere come gestirle nel bene o nel male fino ad abusare del suo potere.
Nei pesci il processo si è perfezionato ulteriormente. Qui le emozioni si sentono tutte, non solo le proprie e quelle degli altri, ma il sentire si universalizza e quindi si è disposti a mettersi al servizio di un bene più vasto.
A questo livello, se il principio pescino è vissuto al meglio, si è in grado di sentire mantenendo però la capacità di scegliere come agire, senza farsi invadere dalla sofferenza altrui o senza diventare vittime.
L’eccesso di questo elemento può rendere l’individuo troppo dipendente dall’altro, bisognoso di essere accolto, sostenuto, amato, fino a scivolare nella manipolazione emotiva pur di ottenere ciò che si ritiene di aver bisogno.

Lara S.


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