GIACOMO LEOPARDI – E’ un Cancro il poeta della Luna

Se avessi conosciuto l’astrologia ai tempi della scuola, avrei compreso meglio questo timido, complessato, malaticcio, pessimista ma grandissimo poeta italiano: Giacomo Leopardi.

Il poeta appartiene al segno dove ha sede la luna, il cancro. Il sole è congiunto a saturno e la luna è nel segno opposto, il capricorno, dove si trova anche, molto presumibilmente, l’ascendente. Nel web ho trovato diffusa una strana ora di nascita, le ore 15.00 che però non mi tornava molto. Poi ho trovato questa nota dal diario del padre, il conte Monaldo:

“A dì 29 giugno 1798. Nacque alle ore 19 il mio primo figlio, maschio, partorito da mia moglie Adelaide felicemente, sebbene dopo tre giorni interi di doglie………A dì 30 fu battezzato il dopo pranzo nella nostra parrocchia di Monte Morello, dal padre Luigi Leopardi filippino, mio zio, e lo levarono al sacro fonte li allora Cittadini Filippo Antici mio suocero, e Virginia Mosca Leopardi mia madre.”

leopardiHo fatto una rettifica di soli 5 minuti, perché un asc.in sagittario è proprio impensabile per il poeta pessimista.

Quindi, un cancro fortemente segnato da saturno che riflette i problemi alla colonna vertebrale dovuta molto probabilmente alla tubercolosi ossea (saturno che governa l’ascendente è in cancro e congiunge il sole). La componente saturniana riflette anche il pessimismo, la depressione. La luna che per il cancro è la madre che nutre, sostiene, conforta, accoglie, protegge, si trova nel suo esilio e quindi non è più madre ma matrigna, arida, distaccata, fredda, distante.

Ed effettivamente la madre incarnava queste caratteristiche anche perché dovette farsi carico della disastrata situazione economica dovuta alla tendenza allo sperpero del marito (giove in toro in IV) tanto che questi fu interdetto per alcuni anni alla gestione finanziaria della famiglia che passò a lei (luna trigono a venere in toro) che seppe risanare le finanze imponendo però rinunce e privazioni con un rigore e uno zelo esasperato anche da principi morali e religiosi ossessivi (nettuno in X scorpione oppone giove in IV).

La luna in I casa è protagonista della visione negativa della vita ma la troviamo riflessa anche nelle sue innumerevoli dediche all’astro notturno. Inoltre negli ultimi anni della sua vita, infastidito dalla luce diurna, soleva dormire di giorno e scrivere nelle ore notturne.

Il dramma per il poeta era soprattutto legato all’impossibilità per l’essere umano   di immaginare, di fantasticare, di sentire con forza primitiva il rapporto con la natura e con l’esistenza che si può riassumere nella condizione umana dell’infelicità che lui generalizza e  proietta nel mondo ma essenzialmente apparteneva alla sua personale esperienza ed è legata sempre all’esilio della luna in capricorno.

La luna in I casa rifletta un protagonismo segnato dai valori lunari. Il lamento, il rimpianto, l’infelicità proclamata e continuamente rivendicata, inevitabili con la sua luna in questa posizione,  stridono con quella venere in toro in V congiunta  a giove. Ma in effetti è proprio la sua “teoria del piacere” che ci spiega che è proprio il desiderio mai pago (intenso in questa congiunzione) ad amplificare l’infelicità perché è inevitabile che non sarà mai soddisfatto (accentuato da nettuno opposto a giove in toro). E in questo contesto, l’amore a cui ha dedicato tanti versi,  legato a venere ma anche al sole in VII casa,  gli fu sempre negato (saturno in VII).

La fanciullezza sarà segnata dallo studio matto e disperatissimo, con saturno che passa dalla XII (isolamento), in I, opponendo il sole e poi sulla luna, che lo porterà, a 14 anni ad un livello di erudizione eccezionale.

Da qui in poi crebbe in lui il desiderio di andarsene dal borgo natio; si sentiva come un “ uccello  chiuso in gabbia” com’è riflesso da mercurio che quadra urano che a sua volta oppone marte plutone. Questi aspetti riflettono una mente brillante, insofferente alla bigotta chiusura familiare, ma anche la sua difficoltà ad andarsene. Il tentativo di “evadere” da Recanati fuggendo di nascosto, con urano in transito opposto a mercurio,  sarà impedito dal padre. Il sole in cancro cong.a saturno e marte plutone in II fanno capire come l’amore del padre per Giacomo fosse di natura estremamente protettiva al limite della sopraffazione.

Più tardi riuscirà ad andarsene dalla casa natale ma, a causa dei problemi di salute, vi farà ritorno più volte.

Ci sarebbe ancora tantissimo da dire sul poeta, ma non è qui la sede. Riporto una delle posie più note, scritta con nettuno in transito sulla luna,

L’infinito

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare.

Morirà ancora giovanissimo, a 39 anni, a Napoli.

a cura di Lara Serafino

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