GABRIELE D’ANNUNZIO La poesia è NETTUNIANA

GABRIELE D’ANNUNZIO La poesia è NETTUNIANA

La vita del poeta e scrittore italiano, Gabriele D’annunzio è stata senza dubbio eccezionale e intensa come riflette la combinazione del sole pesci in XII casa e marte e plutone in I che uniscono ispirazione ad azione, forte motivazione e intensa passionalità riflessa anche nell’ascendente toro governato da venere in ariete.

Gabriele D'Annunzio
Gabriele D’Annunzio

L’ispirazione letteraria  lo portò,  appena sedicenne, a pubblicare la sua prima raccolta di poesie, Primo vere, sovvenzionata dal padre che aveva grandi ambizioni su di lui.

Ma fu del giovane D’annunzio l’espediente grottesco ideato per  attirare l’attenzione su di sé: si finse morto,  con plutone che  transitava in I casa e quadrava esattamente mercurio in XI casa.

E la sua notorietà crebbe velocemente. La sua intensa produzione letteraria (mercurio trigona giove in VI) andava di pari passo con uno stile di vita improntato sul lusso e la stravaganza (la V casa è in leone) ben al di sopra della sua reale disponibilità finanziaria tanto che si trasferiva continuamente di città in città per sfuggire ai creditori (luna in sagittario in VIII opposta a urano in II).

Questa totale incapacità di gestire il patrimonio è legata all’aspetto del sole in XII, che già di per sé è poco interessato al vil denaro, inoltre la quadratura a urano in II e alla luna in VIII è indice di gestione dei beni incoerente,  impulsiva e sconsiderata.

L’ispirazione poetica di D’annunzio era tutt’uno con il sentimento d’amore (pesci) che gli suscitavano le numerose donne per cui perse la testa. L’amore era per lui devozione, consacrazione che non mancava di affascinare chi era oggetto di tali attenzioni, colpito dalla sua raffinata sensibilità, quasi femminile, fatta di gesti, atmosfere ed evocazioni (pesci).

L’opposizione tra nettuno in XII che governa il sole e saturno esaspera l’estremismo tra ideale e reale. L’assoluta devozione alla bellezza e all’arte, il rifiuto di tutto ciò che è banale, ordinario e meschino devono misurarsi con i limiti che impone il quotidiano e questi stessi limiti rafforzano il bisogno di una ricerca continua di emozioni e sensazioni nuove.

Questa opposizione è il carburante che alimenta la fiamma di marte in I che lo proietta in mille imprese non solo amorose ma anche bellicose  come quando si arruolò in aeronautica nella I guerra mondiale e nella memorabile spedizione per annettere Fiume all’Italia nel 1919.

La delusione che seguì quest’ultima impresa lo spinse ad isolarsi in una dimora presso Gardone Riviera, che più tardi acquisterà, dove trascorrerà gli ultimi anni della sua vita. Dimora che è stata ribattezzata Vittoriale degli italiani.

a cura di Lara Serafino

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