Fernando Pessoa è un a poeta, saggista, aforista portoghese, autore caleidoscopico e originalissimo che riflette in modo efficace l’infinita ricerca di sé del segno dei gemelli (esaltazione di plutone) attraverso i suoi eteronimi, cioè personaggi a cui ha dato vita, nome, data  e luogo di nascita e una precisa personalità e che hanno fatto una loro produzione letteraria.

Mercurio  quadra marte e urano in XII. Questo aspetto così importante visto il ruolo centrale di mercurio nel tema di un Gemelli,  non può che riflettere una personalità originale, fuori dalle righe, eccentrica .  Di se stesso dice:

 L’origine dei miei eteronimi è il tratto profondo di isteria che esiste in me.

l’origine mentale dei miei eteronimi risiede nella mia tendenza organica e costante alla spersonalizzazione e alla simulazione. Questi fenomeni, fortunatamente per me e per gli altri, si sono mentalizzati in me, voglio dire che non si manifestano nella mia vita pratica esteriore e di contatto con gli altri. Esplodono verso l’interno, e io li vivo nella mia solitudine.

fernando pessoaMercurio con i suoi aspetti rappresenta una mente iperattiva, incoerente, folle, ma di una follia, come lui stesso spiega, che si manifesta nella creazione artistica attraverso le poliedriche espressioni della sua personalità.

Nasce a Lisbona nel giugno 1888 ma, dopo la morte del padre si trasferisce (mercurio in IX) con  la famiglia e il nuovo marito della madre, in sud Africa dove compie gran parte degli studi (sempre mercurio in IX) che terminerà poi a Lisbona.

Non so chi sono, che anima ho.
Quando parlo con sincerità non so con quale sincerità parlo. Sono variamente altro da un io che non so se esiste. (da Una sol moltitudine)

Non c’è traccia, in Pessoa, della superficiale leggerezza dei Gemelli. Certo che il sole in VIII casa e l’ascendente scorpione sono espressione di una personalità profonda che vuole guardare oltre la superficie delle cose. La moltitudine di identità che riconosce dentro di sé lo spinge ad interrogarsi su cosa sia, veramente, l’IO. Se sia qualcosa di reale, oggettivo, rintracciabile.

“L’altro” da sé è un tema dominante nella simbologia gemellare, perché è proprio l’incontro con il simile ma diverso da sé l’essenza dell’archetipo del segno. L’altro in cui mi specchio, mi confronto, con cui  interagisco. L’altro che mi fa andare oltre me stesso ma allo stesso tempo mi permette di conoscermi. Di solito questa interazione avviene in modo leggero, disimpegnato, rapido; di solito è un gioco di camuffamenti e riconoscimenti ma in Pessoa, con forti valori scorpione, l’altro, il prossimo, non è più accanto a sé ma dentro di sé.

E’ questa la tematica di fondo della ricerca di senso e significato di Pessoa.

Mi sono moltiplicato per sentirmi,
per sentirmi ho dovuto sentir tutto,
sono straripato, non ho fatto altro che traboccarmi,
mi sono spogliato, mi sono dato,
e in ogni angolo della mia anima c’è un altare a un dio differente.

Pessoa era appassionato dell’occulto, di misticismo ed esperto di astrologia che era una autentica passione a cui si dedicava quotidianamente (asc.scorpione, sole in VIII, mercurio in IX).

Attraverso l’astrologia cercava anche di prevedere la sua morte, argomento di cui era ossessionato  come è prevedibile con l’ascendente scorpione governato da plutone in VIII con pure il sole in questo settore.

L’opposizione tra giove in I e plutone nettuno tra l’VIII e la VII accentua il suo conflitto interiore. La realtà dell’IO (giove in I) viene continuamente messa in discussione e dissolta (plutone nettuno).

Non sono nulla, Mai sarò nulla. Non posso voler essere nulla. Detto questo, porto in me tutti i sogni del mondo.

Questo aspetto probabilmente riflette anche la propensione alla “fuga” attraverso l’alcool che lo portò alla morte, per cirrosi epatica, a soli 47 anni.

a cura di Lara Serafino

 

 

 


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