In questi giorni il Consiglio di Stato si è pronunciato in favore  di Beppino Englaro che si vide rifiutare dalla regione Lombardia il ricovero della figlia Eluana per l’attuazione della delibera della sospensione dell’alimentazione forzata. Sarà poi una clinica di Udine che si renderà disponibile ad accogliere Eluana nei suoi ultimi giorni di vita.

Eluana Englaro è rimasta in stato vegetativo permanente per  17 anni, a seguito di un  incidente automobilistico avvenuto nel febbraio del 1992.

Eluana Englaro – orario rettificato

La ragazza, allora ventunenne,  stava rientrando da una serata in discoteca con gli amici quando la sua auto sbandò su una lastra di ghiaccio e finì contro un albero. Le sue condizioni apparirono subito gravissime. Rimase in coma per un mese poi si risvegliò, ma non tornò mai cosciente. Alternava fasi di sonno, a fasi di veglia, totalmente paralizzata e affidata alle cure prima dei medici e poi delle suore di una clinica di Lecco.

Nel tema natale il sole sagittario è congiunto a nettuno in VI casa e giove, che lo governa, è opposto a saturno.

L’analisi di questo tema solleva domande cruciali. Era viva ma non era cosciente di sé, né dell’ambiente circostante. Non reagiva a nessuno stimolo.

Ma in un sito che si chiama Riflessi della Coscienza c’è da chiedersi cosa sia la coscienza.

Per come la si intende qui, è tutto ciò che c’è. Ogni forma, umana, animale, vegetale, minerale,  è espressione, temporanea, dell’unica coscienza che sia, o meno, consapevole di sé.

Nel caso di Eluana il sole in sagittario congiunto a nettuno in VI casa lo collego facilmente ad un principio maschile di grande libertà che spinge ad andare lontano, ad evadere dal quotidiano, trascendendolo,  pur dovendoci stare dentro. Sappiamo che il padre/sole negli anni della giovinezza di Eluana era spesso via per lavoro.

Si può scorgere questa simbologia nel quotidiano di Eluana. Lei era ovunque e da nessuna parte, ma il suo corpo era lì,  oggetto di quotidiane cure per essere pulito, idratato, alimentato, fatto muovere per favorirne la circolazione.

Un aspetto cruciale del tema che riflette tempi così lunghi è legata all’opposizione di giove in VI a saturno in XII.

Giove governa il sole sagittario e riporta in primo piano ancora il settore del quotidiano, della cura del corpo, della ripetizione di gesti sempre uguali. L’espansione tanto cara al sagittario si concentra nella dimensione quotidiana, ripetitiva. Un enfasi dalle sfumature complesse, drammatiche, profonde, celate.

Saturno evidenzia la condizione di isolamento, di confinamento mentre giove è come se dicesse: la vita va avanti sempre e comunque, in qualsiasi condizione, anche drammatica.

In effetti giove in VI enfatizza l’immutabilità della situazione, confidando che ogni giorno sarà sempre uguale a quello precedente,  mentre saturno in XII rifiuta il mutamento. Immagino che questo fosse un modello che in qualche modo apparteneva alla famiglia.

Il principio del cambiamento, urano, nel tema è debole. Si trova in bilancia e non presenta alcun aspetto. Si ispira a principi di giustizia; evidentemente ciò che poteva essere fatto molto tempo prima nel segreto di una clinica, con urano in bilancia può essere attuato solo nel rispetto della legge, alla luce del sole.

La svolta avverrà nel 1999 quando il padre, Beppino, inizierà la battaglia per ottenere l’autorizzazione a sospendere l’alimentazione  e l’idratazione forzata.

Urano si trovava in quadratura a giove e saturno, indizio che ci sarebbero voluti ancora anni di sentenze in aule parlamentari e di giustizia per giungere a quel 9 febbraio 2009 nella clinica di Udine, quando tutto finì. Urano  era in perfetto trigono a giove, signore del sole,  e sestile a saturno.

a cura di Lara Serafino

 

 

 


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