Come collaborare con l’universo

Parlavo con un amica qualche giorno fa, anche lei appassionata di astrologia, che mi chiedeva come ho fatto ad affrontare transiti anche pesanti uscendone praticamente illesa se non rafforzata.

E io di getto le ho risposto: E sai com’è, io collaboro con l’universo.

Ci siamo messe a ridere sul momento ma poi, pensandoci con calma mi sono detta che è proprio così, io collaboro con l’universo.

In effetti, non è difficile e in questo post vi spiego, punto per punto, come si fa.

Conoscersi

E’ la base di tutto.

Conoscersi è un processo che non ha fine. Quindi prima si inizia meglio è. Ci sono tanti strumenti utili a tale scopo. Uno di questi è sicuramente il tema natale che è un immagine simbolica di ciò che siamo. Questo è lo strumento che ho scelto per me.

Assumere la responsabilità della propria vita

L’astrologia mi ha insegnato ad assumermi la responsabilità della mia vita. Ho lavorato per anni in ufficio e all’inizio avevo grosse difficoltà con i superiori (saturno in VI). “Casualmente” erano sempre tremendi, giudicanti, critici, perfezionisti.

Eppure ancora prima di conoscere l’astrologia sapevo che NON era colpa loro.

Per quanto loro fossero tremendi non poteva essere casuale che capitassero tutti a me. Il “problema” era a monte.

Le esperienze che viviamo sono uno specchio

Ciò che accade fuori, le esperienze che vivo, le mie relazioni, il rapporto che ho con il lavoro NON SONO CASUALI ma rispecchiano le mie credenze, le mie paure, i miei valori.

Ecco perché incontravo superiori tremendi; perché mi sentivo inadeguata, incapace e trovavo immancabilmente chi confermava questa mia convinzione in un circolo vizioso che si auto-alimentava.

L’analisi del tema natale rende più facile riconoscere questi condizionamenti.

Nulla è statico, tutto è in evoluzione

Nessun pianeta (funzione) del nostro tema natale è statico, nemmeno il pesante e rigido saturno.

I transiti favoriscono un incessante rielaborazione delle convinzioni racchiuse nei pianeti /simboli del nostro tema natale.

I transiti “negativi” sono quelli più trasformativi

Quante volte ho sentito dire dai miei clienti coinvolti in un transito di saturno, piuttosto che di plutone o di urano, “non vedo l’ora che finisca“.

Ecco, questo è il modo migliore per lasciare intatte le nostre credenze errate, limitanti e condizionanti che non faranno che rafforzarsi.

Il transito non deve finire in fretta ma piuttosto deve spingerci a guardare e a sentire ciò che fa male affinché possa essere trasformato. Vedere ciò che non va è l’inizio del cambiamento.

L’universo ci sostiene

L’universo ci sostiene perché non ne siamo separati ed è con i transiti che “comunica” con noi per aiutarci a realizzare pienamente ciò che Siamo.

E tu, vuoi collaborare con l’universo ?

❣Lara

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