L’intensa energia arietina non sempre sfocia in aggressività fine a se stessa, come negli ultimi temi che abbiamo visto,  perché anche l’archetipo marziano può, nella giusta combinazione di simboli, avere una manifestazione molto creativa, come ci conferma il tema di una figura d’eccellenza della scienza internazionale che ha avuto i suoi natali Italia. Il prof.Carlo Rubbia, premio nobel per la fisica nel 1984, nato a Gorizia il 31 marzo del ‘34.

Ho dovuto documentarmi un po’ per capire, (ma, aimé, solo a grandi linee) il valore della sua scoperta. La motivazione ufficiale riguarda la scoperta dei bosoni vettoriali intermedi.

carlo rubbia

carlo rubbia

In pratica, presso il CERN di Ginevra, affiancato da un centinaio di fisici provenienti da tutto il mondo, propose l’idea di un acceleratore in cui le particelle protone-antiprotone, invece di essere “sparate” su un bersaglio fisso, si scontrassero frontalmente aumentando l’energia dello scontro.

Il passaggio più difficile era quello che consisteva nel concentrare i fasci di particelle e ottenere che i due fasci collidenti non si annullassero a vicenda. Il collega Simon Van der Meer riuscì a risolvere il problema ideando un processo di raffreddamento stocastico in grado di concentrare i fasci di particelle
E’ grazie a questa scoperta che i due conquisteranno il Nobel.

Ho voluto fare questo breve accenno perché solo così si comprende meglio il senso di quel sole Ariete congiunto a marte in XII casa.

Ora risulta più evidente come il principio Arietino/marziale di scontro, collisione, conflitto, si manifesti nell’oggetto delle sue ricerche. La posizione in XII casa riflette la natura “fuori dall’ordinario” in cui si esprime il sole.

La conquista Arietina, con un sole in XII, non riguarda più mete concrete e contingenti, ma diventa la ricerca dell’impossibile. I confini si annullano e l‘universo e la conquista dei suoi segreti sono lo scenario in cui muoversi . Lui stesso dichiara

La ricerca è motivata dal piacere e dal divertimento. Il piacere che si prova ad essere l’unica persona al mondo ad avere una risposta, di essere in possesso di una verità che nessun altro in quel momento sa.

Tra il ‘70 e l’88, mentre sta seguendo gli esperimenti al CERN, ottiene la cattedra di Fisica alla Harvard che lo costringerà a fare settimanalmente la spola tra Ginevra e New York.
Il tema riflette questa sua “doppia natura” di ricercatore e docente, nell’opposizione tra il sole e luna-giove.
Parte del suo tempo era dedicata alla conquista dei misteri della fisica (sole in XII) e l’altra parte, più ordinaria,  alla condivisione della sua conoscenza (luna giove in VI) attraverso l’insegnamento.
Questo tema è particolarmente interessante anche perché troviamo urano in Ariete (stessa posizione di oggi) che quadra (come oggi) plutone che si trovava, allora, in Cancro, e oppone giove.

Credo che nel suo caso queste parole ci chiariscono la natura di questo aspetto

Da piccolo il regime fascista mi fece vestire da balilla, mio padre era partigiano, mia madre profondamente antifascista. Mi hanno educato alla libertà e alla conoscenza. Ho sempre prediletto il domani rispetto all’oggi e mi è sempre piaciuta l’invenzione

Plutone in IV in Cancro, richiama al dramma della guerra (cancro/IV casa=patria); urano in I è lo stimolo prepotente al riscatto personale; è il valore prioritario attribuito all’ingegno e alla libertà individuale contro gli istinti distruttivi. La quadratura di plutone a giove rappresenta la forte spinta alla crescita e alla conoscenza contro la distruttività della guerra .

Carlo Rubbia, continua ancora oggi a svolgere attività di ricerca nel campo della stabilità del protone, della fissione, della fusione nucleare controllata.

A cura di Lara Serafino


Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.