Il transito di Nettuno – Divina nostalgia

Il transito di Nettuno – Divina nostalgia

Il transito di nettuno è bello tosto. Lo sto vivendo adesso in quadratura  al sole e sto osservando i primi effetti.

Con nettuno nei paraggi all’improvviso le favole diventano vere e tu ci credi e ti chiedi come mai intorno a te sono tutti così scettici e sulla difensiva.

Tutto appare meraviglioso e facile e bello.

E’ forte la tentazione a lasciarsi andare a questo stato di leggera euforia.

Finché non ti svegli dall’incantesimo e ripiombi nella realtà e ti chiedi cosa ti eri fumato per aver sottoscritto quel contratto che non ti serviva proprio, ma il tale che te lo ha proposto era così convincente e carino e disponibile. Come potevi dirgli di no ?

Una conoscente con il transito di nettuno a venere si è fatta spillare un sacco di soldi da un nuovo amore che le diceva di essere in difficoltà momentanee e che poi le avrebbe restituito tutto. Gli amici cercavano di farla ragionare ma lei non sentiva ragioni. Era nella sua bolla d’amore. Fino a quando ha cominciato a  chiedere qualche spiegazione, ad insinuare qualche dubbio e lui,  prontamente, si è dileguato. Fine della storia.

Quando si riesce a recuperare un po’ di lucidità durante questi transiti la frase che sorge spontanea è:

come ho potuto farlo, non ero in me

Non ero in me vuol dire che non ero più al controllo,  non ero più vigile, attento, critico, giudicante.

E’ ciò che sperimentiamo anche quando assumiamo alcool o  sostanze stupefacenti che sono, alla stessa stregua, esperienze nettuniane.

Lentamente e inesorabilmente il senso critico diminuisce, fino, a volte a sparire del tutto.

E ci si ritrova a vivere esperienze che fino a ieri erano impensabili. In uno stato di completa beatitudine, apertura, affidamento, completezza da cui  ci si può risvegliare piuttosto ammaccati perché solo poi realizziamo di aver dato fiducia a chi (o a cosa)  non lo meritava.

Però, però, non diamo la colpa a nettuno.

In effetti il transito  sta togliendo, un velo dopo l’altro,  quei filtri e quelle barriere che ci separano dalla consapevolezza di ciò che Siamo. Le esperienze che viviamo ci stanno indicando qualcosa che non può essere raggiunto o realizzato perché è già la nostra natura più essenziale.

Inevitabilmente, durante questo transito, saremo delusi. La delusione nasce dall’illusione di trovare quella completezza, che ricordiamo come un eco nostalgico, fuori di noi, nel mondo, nelle esperienze, nelle relazioni.

Così oltre a non dare la colpa a nettuno, non diamola nemmeno a colui che ci ha illuso e ingannato perché se abbiamo imparato la lezione coglieremo in quella persona solo l’eco della divina nostalgia, vedremo in lui il riflesso dell’amore che Siamo.

a cura di Lara Serafino

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